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Cosa accade quando la poesia mantiene la propria identità poetica e allo stesso tempo si fonde con la musica mentre la musica stessa mantiene la propria forza identitaria?

Nella ricerca di Memorie dal SottoSuono accade ciò che all’ascolto è una vera e propria magia.

Le due forme d’arte invece di separarsi, come ci si potrebbe aspettare, o come potrebbe accadere (ma qui ci dilungheremmo troppo oltre la semplice proposta di un evento, in un discorso certamente interessante, tuttavia articolato, più adatto ad un altro ambito) si uniscono inaspettatamente (?) attraverso il respiro, per dare forma ad una terza voce, assolutamente unica e, in un certo senso, “misteriosa”: da qui crediamo provenga la magia.

Il suono si espande, dilaga, avvolge l’ascoltatore in un’esperienza difficilmente descrivibile a parole.

Al di là del semplice accompagnamento (io parlo, tu suoni), oltre il percorso interessantissimo e virtuosistico della sonorizzazione: Memorie dal SottoSuono segue la strada della trasparenza del singolo, e la ricerca del ritmo intrinseco (anche grazie all’esperienza di studio e live dei componenti, alla scelta di proporre la musica a 432 hZ): il suono e la parola traggono origine dallo stesso respiro, permettono alla poesia di muoversi al ritmo invisibile, movimento inscritto al suo stesso interno.

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Questo consente all’ascoltatore di vivere un’esperienza di scambio continuo, quasi circolare, con chi suona, in un “concerto” di suoni e parole che diventa quasi una “cerimonia”.

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Dopo il tour primaverile ed estivo e l’inizio della registrazione dell’album: grazie a Mob e a Fuzz studio Factory recording e service audio, nella calda atmosfea del Teatro del Navile, abbiamo l’occasione di riproporre, in modo rinnovato e ancora più profondo, la Poetry Music Experience: “La terribile audacia di un momento d’abbandono” (citazione da “La terra desolata di T.s. Eliot) che è al tempo stesso un titolo e un invito a chiunque sarà presente,a lasciarsi andare all’ascolto e, nello steso tempo, a lasciarsi letteralmente attraversare dalla “magia” della quale non sarà più semplice ascoltatore, ma ne diverrà, in quache modo misterioso, protagonista attivo.

— Cosa si ascolta, in definitiva?

Uno spettacolo in cui si fondono reading poetico, elettronica,
jazz/ambient, contaminazioni afro e accenni di musica popolare.
Uno show molto avvolgente e originale, in equilibrio tra atmosfere rarefatte e alta densità sonora, consolidato da un intenso lavoro di ricerca ed esperienza live. Il tutto, quando possibile, condito con proiezioni di visual art, per coinvolgere anche la sfera visiva.

Visual

La meraviglia delle parole di Martina Campi (e voce)
le magiche atmosfere di sax, tastiera e beat di elettronica di Mario Sboarina,
Il marranzano, le controvoci e le armoniche performative di Valentina Gaglione,
I suoni ambient e psichedelici di Fabio Fanuzzi FuZZ (chitarra e basso elettrico),
Le percussioni sorridenti di Michele Petrucci.

La vibrazione sonora del didgeridoo di Lorenzo De Boni,
I cori, rumori e la partecipazione straordinaria di Francesca Del Moro.

Il visual di Valentina Gaglione

Inoltre, come accennato, Memorie dal Sottosuono sostiene e fa uso di strumenti accordati a 432HZ, frequenza ritenuta benefica all’ascolto, in sostituzione allo standard 440HZ.

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La poesia che avreste sempre voluto e la musica che l’anima desidera ballare!

MEMORIE DAL SOTTOSUONO – LIVE

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https://memoriedalsottosuono.wordpress.com/

Biglietto 10 euro + 1 euro di tessera assiscurativa

Si possono prenotare i biglietti in segreteria del “Teatro del Navile” allo 051224243

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