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le parole:

Dorare

I (da: Notturna, per la mattina dopo)

a dividere il divano,
a guardare il sonno

Dicono gl’interni del
trascorrere del tempo

tutte quelle ore
tutto quel dorare*

e le lampade alogene
dei salotti

Sottosopra per un desiderio
o più
un soffietto sottile, un occhiolino,
sottobicchiere.

Le lampade alogene
dei salotti
ronzano all’unisono.

II. (Tutto per la stanza)

Le cose, che si muovono
e cambiano, allo sguardo
(che neanche loro ne sanno dire)

Ma come posso, io, ignorare il movimento

O tanta tenerezza
e quello che raccolgono i ricordi:
tutto sparso per la stanza

proprio così, come l’ho lasciato.

Le cose, che in molti modi si lasciano toccare.

III. (Aria)

Come certi tuffi siano sordi
e come certe giornate non finiscono mai

nel silenzio tutto s’allarga
nel silenzio
la notte respinge

Nelle stanze curiamo
bicchieri vuoti
sui tavolini
le luci dello standby.

IV. (Mie)

nell’aria ferma immagine di chiesa rarefatta,
oltre la piazza e gli oleandri in fiore
disturbi e silenzi s’accoltellano in fitte d’occhi,
nebolose e rosse ferme sottili
le carezze accaldano carenze vocianti
ore notturne digiune cave

V. (Antichità)

ricami soffici adagiando antichità e mobili
pregiati a notte
occultano usure e cavità dannose

altre voci e facce più o meno conosciute si radunano in cerchi d’imbarazzi e crudité,
leggerezze scomposte goffaggini comicità e disimpegni generici poi ripresi, da memorie molto più educate di noi alla rifrazione

le mattonelle del pavimento sono opache e ruvide, senza luce senza lucentezza e in scomoda discesa, a risalire

fuori le auto coi vecchi stanno ad aspettare, sotto il sole delle vie sconosciute, disciolte e deserte

*
Questi due versi mi sono arrivati da g a m

– – – – –

e il video

Riprese, montaggio, visual e regia: Velentina Gaglione

Voce e chitarra: Martina Campi
Piano e organo: Mario Sboarina
Tromba: Thierry Tsafack

Arrangiamenti e missaggio: Mario Sboarina
Editing, missaggio e master: Fabio Fanuzzi (FuZZ Studio)

 

Licenza Creative Commons

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